La stima della UIL sul "carrozzone-Italia"
Uno studio del Sindacato UIL (che forse avrebbe dovuto incontrare diffusione maggiore) ha spulciato nel portafogli della "Casta" ed ha fatto conoscere ancora una volta quanta gente viva (doviziosamente!) alle spalle degli Italiani, magari senza di avere mai avuto né arte né parte. In altra occasione "PpM" aveva già rivelato che il Molise, nonostante gli orizzonti da mini-Regione ed una popolazione di soli 300mila residenti, fruisce di più risorse che non l'Abruzzo, che pure ha dimensioni territoriali e demografiche di gran lunga maggiori.
Giorni or sono, su di un bus di che correva verso Campobasso, ho ascoltato un giovanotto che discuteva in perfetto inglese con un suo coetaneo. Mi sono preso la libertà di chiedere di dove fosse originario. "Sono Molisano", mi ha risposto. "Ma per caso hai vissuto a lungo negli Usa?", ho domandato. "Ma no - mi ha risposto - non avrei mai potuto permettermelo". "Ma come fai a parlare così bene l'americano?". "Perché mi sono impegnato a studiarlo". Poi ho saputo che quel giovane aveva perso il posto di lavoro per una riduzione del personale praticato dall'azienda in cui operava come interprete, forse finita in crisi perché, in Italia, tanti consiglieri regionali possono andare in pensione già allo scoccare del 55° anno di età. La cosa tocca al punto che diventa giusto approfondire quanto danno stiano facendo i costi della politica. In proposito sorregge uno studio della Uil secondo cui la Casta dei politici rimane, direttamente o indirettamente, composta da oltre 1,5 milioni di soggetti. Si tratta di un vero e proprio esercito che conta:
1. 145mila tra Parlamentari, Ministri ed Amministratori locali;
2. 1.032 onorevoli nazionali ed europei, Ministri e Sottosegretari;
3. 1.366 Presidenti con gli Assessori ed i Consiglieri regionali;
4. 4.258 omologhi provinciali;
5. 138.619 Sindaci, con i componenti dei propri Esecutivi ed i Consiglieri comunali.
6. 12mila Consiglieri circoscrizionali (di cui 8.845 operativi nelle sole Città capoluogo);
7. 24mila Consiglieri di Amministrazione dispersi in 7mila società, Enti, Consorzi, Autorità di Ambito partecipati dalle Pubbliche Amministrazioni;
8. quasi 318mila persone che hanno un incarico o una consulenza;
9. il personale di supporto degli Uffici di Gabinetto dei Ministri, dei Sottosegretari, dei Presidenti di Regione, di Provincia, dei Sindaci, e degli Assessori regionali, provinciali e comunali;
10. i Direttori generali, quelli amministrativi e sanitari delle ASL; i componenti dei consigli di amministrazione degli ATER e degli Enti Pubblici.
Grazie a tutta questa gente, ogni anno i costi (diretti ed indiretti) della politica ammontano a circa 19 miliardi di euro, a cui occorre aggiungere i costi derivanti dal sistema istituzionale, quantificabili in altri 7 miliardi. Si giunge così - rivela la UIL - alla cifra di 26 miliardi, una somma che equivale al 13% del gettito irpef (ivi comprese le addizionali locali).
Per il funzionamento degli organi dello Stato centrale (Presidenza della Repubblica, Camera dei deputati, Senato della repubblica, Corte costituzionale, Presidenza del Consiglio, indirizzo politico dei Ministeri) i costi sono di 3,5 miliardi. Per quelli di Regioni, Province e Comuni ne occorrono altrettanti mentre, per la Presidenza della Repubblica, la Camera dei deputati, il Senato della Repubblica e la Corte costituzionale sono previste spese per oltre 2 miliardi. Per la Corte dei conti, il Consiglio di Stato, il CNEL, il CSM, il Consiglio della Giustizia amministrativa della Regione Sicilia vengono stanziati 550 milioni. Per il solo funzionamento della Presidenza del Consiglio sono previste spese per 500 milioni. I costi per l'indirizzo politico dei Ministeri (che comprendono esclusivamente quelli di funzionamento dei Centri di responsabilità amministrativa quali il Gabinetto e gli Uffici di diretta collaborazione all'opera del Ministro) ammontano a 250 milioni. Si tratta di importi che lievitano anno dopo anno ove si pensi che, già nel 2010, il solo costo per il funzionamento dei Consigli e delle Giunte regionali - sempre secondo la UIL - era stato di circa 1,2 miliardi, pari al 14,1% del gettito derivante dall'addizionale regionale IRPEF. Per le Province il costo per il funzionamento dei rispettivi Consigli e Giunte, era stato di circa 455 milioni. Per i Comuni, comprese le Comunità montane e le Unioni, nel 2008 il costo era stato di oltre 1,6 miliardi per il solo funzionamento degli organi (il 55,8% del gettito delle addizionali comunali IRPEF). Per le consulenze, gli incarichi, le collaborazioni e le spese per i comitati e le varie commissioni la spesa nel 2009 era stata di 3 miliardi. Per i compensi, per le spese di rappresentanza, per il funzionamento dei Consigli di amministrazione, degli organi collegiali, delle Società pubbliche o partecipate e degli Enti, locali e nazionali, sono stati spesi - nel solo 2010 - 2,5 miliardi.
I costi di gestione del parco-auto della P.a. (auto blu e grigie) ammontano, secondo una stima molto prudente, a circa 4,5 miliardi/anno. Quelli per la direzione delle 255 Aziende sanitarie e ospedaliere è di circa 400 milioni mentre i Consigli di amministrazione degli Ater/Aler ne "valgono" oltre 40. Per il personale contrattualizzato, di nomina politica (Segreterie di Presidenti, di Sindaci e di Assessori), si spendono poco meno di 2 miliardi l'anno. Tutto ciò posto, la UIL ritiene che possano essere conseguiti fortissimi risparmi di spesa (almeno 7 miliardi di euro) ammodernando e rendendo efficiente il sistema istituzionale. Per esempio, se le Province si limitassero a spendere risorse soltanto per i compiti ad esse attribuiti, si eviterebbe la spendita di almeno un miliardo e mezzo di euro. Se si accorpassero i Comuni demograficamente inferiori a 15mila abitanti, il risparmio ammonterebbe ad altri 3,5 miliardi. Con una gestione più soft degli Uffici regionali si eviterebbe di sprecare almeno un altro miliardo e mezzo mentre altri 500 milioni (ed oltre) potrebbe essere "salvato" razionalizzando il funzionamento dello Stato centrale e degli uffici periferici, anche a seguito del decentramento amministrativo programmato in questi anni.
Naturalmente per la UIL sarebbe impossibile una riduzione tout court dei costi analizzati; pur tuttavia - senza rimodulare minimamente il servizio ai cittadini e senza intaccare i processi democratici che sono alla base delle istituzioni - si potrebbe determinare una riduzione del 20% dei costi diretti e indiretti della politica (19 miliardi), ottenendone 3,7 a cui aggiungere i risparmi per l'efficientamento delle istituzioni pubbliche (6,4). Si tratterebbe complessivamente di oltre 10 miliardi di euro l'anno che potrebbero essere resi disponibili per le politiche fiscali e/o sociali a vantaggio di tutti i cittadini. È significativo sottolineare che questa cifra sarebbe sufficiente per azzerare del tutto le addizionali regionali e comunali Irpef. Se poi questa cifra dovesse essere dirottata esclusivamente a favore dei lavoratori dipendenti e pensionati si potrebbe ottenere una permanente detassazione della tredicesima con un vantaggio economico pari a circa 400 euro in busta paga. Non so se, dopo questa lettura, posso ancora augurare un buon anno 2012!
Claudio de Luca link