OPPRESSO DAI DEBITI IMPRENDITORE SI IMPICCA. ECCO IL COMMOVENTE RACCONTO DI CHI HA RESISTITO

Pubblicato il da @bastacasta

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Raccontare la realtà così come è. Cruda. Senza mistificare. Per aprire le coscienze. Essere mezzo e non fine. Questo, secondo me, è il Giornalismo. Così, capita che un giorno, come tutti gli altri del resto - forse perché ormai non riusciamo più a farne a meno - accendi il tuo pc e ti colleghi col mondo. Due giorni fa, per la precisione, dopo essermi connessa al celestiale mondo twitter ecco che Repubblica.it dà la notizia di un imprenditore siciliano, un altro, l'ennesimo, che ha deciso di togliersi la vita impiccandosi. Una corda come unica via d'uscita dall'inferno fatto di debiti e cambiali. Fogli accatastati uno sopra l'altro trovati proprio sulla scrivania a pochi passi dalla trave alla quale gli occhi dell'imprenditore hanno deciso di regalare il loro ultimo sguardo. E così si commenta su twitter. Si parla di disperazione, di crisi, di debiti. Ma la morte è davvero l'unica via di fuga? «No», ci risponde @Sussisilvano che accetta il nostro invito e decide di raccontarci la sua storia. 

Nato a Gorizia nel 1944, orfano di guerra, è un collegio a strappare l'infanzia di Silvano Sussi. Per anni vede la mamma soltanto due volte al mese, tutto fino al trasferimento in Sicilia dopo il secondo matrimonio della donna con uno che lui stesso definisce terrone del sud che più sud non si può, siamo a Licata, in provincia di Agrigento.
 
Silvano inizia a lavorare a 17 anni, e dopo un po', anche su consiglio di amici di fiducia, decide di dedicarsi alle vendite, e quando accumula qualche anno di esperienza alle spalle si mette in proprio con una concessionaria Roller Roulotte e Camper. «Cambiali, su cambiali, ma niente paura, mi dicevo, vincerò!» - ci racconta. Ma dopo 14 anni di attività ecco che un furto lo costringe a chiudere la concessionaria, anche se, in realtà, c'era dell'altro «la scelta della chiusura è stata dettata anche da alcune visite pressanti.. eravamo nel 1984, al sud, non so se mi spiego..». Si, si spiega bene Silvano.
 
Senza scoraggiarsi l’uomo decide di fare la valigia, rispondendo ad un annuncio su un quotidiano, "Multinazionale americana cerca Agenti venditori", e si trasferisce a Brescia. Esperienza che avrebbe lasciato per un'altra Multinazionale Italo-Svizzera senza immaginare però che questa, dopo 10anni di lavoro lo avrebbe lasciato senza lavoro e senza liquidazione. 
Un mutuo da pagare, con la moglie casalinga e due figli in età scolare da crescere, è il 1997 Silvano è un uomo disoccupato di 53 anni con tanti debiti. Minacce di sequestro della casa, bollette Inps dalle cifre esorbitanti (alcune anche di 18milioni di lire). Periodo che definisce buio, illuminato soltanto dalla devozione di una Madonna alla quale rivolge le sue preghiere. Tutto fino alla telefonata di un suo vecchio capo. Ed è così che, Silvano ricomincia a lavorare con ritmi allucinanti. Ma le vecchie bollette si mescolano con quelle nuove, è costretto a vendere casa, e come se tutto questo non bastasse al problema Inps si aggiunge quello dei versamenti dell'Iva «o davo da mangiare ai miei figli o pagavo l'Iva» racconta. Seppur con tanti problemi e milioni di pensieri per qualche tempo il lavoro non andò male, ma un'altra batosta era lì sull’uscio di casa Sussi pronta a piombare sulla famiglia di Silvano. «Avevo 60anni quando la Guardia di Finanza bussò alla porta di casa mia: lei è un evasore, mi dissero».  […]
Insomma, vi abbiamo voluto raccontare la storia di un uomo a cui la vita non ha regalato nulla. Una vita difficile, tanti, tanti ostacoli, per dimostrarvi che resistere è possibile. Che c’è sempre una via d’uscita diversa da una corda al collo. Oggi il nostro amico (ci verrebbe di chiamarlo eroe) ha 67anni, in pensione dal 2010, dopo un'esperienza lavorativa gratificante durata 7anni, vive in un appartamentino di 70 mq in periferia con la donna che gli è stata sempre affianco in questi difficili anni, «mia moglie è piena di acciacchi, ma può contare su di me, e sono felice di essere qui con lei oggi. Non ho mai smesso di pensare in positivo, con la mia ultima liquidazione ho acquistato un camper, usato, e aspetto il giorno in cui la mia metà starà meglio per un bel viaggetto.. avanti tutta!!!
A chi decide di togliersi la vita vorrei dire che tutti abbiamo dei problemi, ma mi hanno insegnato una cosa, che spero di aver trasmesso ai miei figli, l'uomo di successo è colui che caduto per la decima volta trova la forza di rialzarsi per affrontare l'undicesima. Sempre e comunque».
Federica Campilongo (@lacampilongo) - Staff BastaCasta (@bastacasta)

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