Lo scandalo dei rimborsi elettorali ai partiti

Pubblicato il da bastacasta

 

Parlamento, stipendi più alti d'Europa

 

La classe politica italiana sta facendo piccoli passi in avanti per dare il buon esempio ai cittadini, ma finora è stato fatto davvero pochissimo considerando gli enormi sacrifici richiesti ai cittadini dalGoverno Monti. Alcuni giorni fa l’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati ha deciso di tagliare 1.300 euro lordi (circa 700 euro) allo stipendio dei 630 deputati, ma con il “trucchetto” delrimborso spese che ha deluso davvero tutti poiché ci saremmo aspettati un bel taglio di almeno il 50% al trattamento forfettario e per la restante parte una certificazione chiara e trasparente sulle spese effettivamente sostenute dai nostri politici. La classe politica non vuole invece prendere in considerazione un altro costo della politica che va assolutamente eliminato: i rimborsi elettorali aipartiti. Su questo punto e su tutto ciò che a che fare con le pensioni e gli stipendi d’oro dei parlamentari, tutti gli schieramenti e i partiti politici sono uniti e compatti.

Una vera e propria truffa quella sui rimborsi elettorali che è stata documentata da Elio Veltri eFrancesco Paola nel libro “I soldi ai partiti”. Fabrizio D’Esposito ne ha parlato sul quotidiano “Il Riformista”. A metà luglio del 2011 tutti i partiti in Senato si sono opposti all’abrogazione di quella norma, introdotta nel 2006, che consente ai partiti di ricevere i rimborsi elettorali anche per le legislature interrotte, come è successo con l’ultimo Governo Prodi (2006-2008). Grazie a quell’ignobile legge, i partiti hanno praticamente ottenuto il doppio dei rimborsi elettorali.

La norma era nel pacchetto anti-crisi per la stabilizzazione finanziaria di questa estate, ma è stata rinviata per la gioia della casta che campa sui soldi e le fatiche dei cittadini. Anche i partiti che hanno ottenuto una percentuale superiore all’1% e non sono neanche presenti in Parlamento hanno il diritto al rimborso. Un vero e proprio scandalo come quello dei finanziamenti pubblici ai giornali di partito! I tagli ai costi della politica ci sono e sono davvero tanti, ma la casta fa finta di non vedere e sentire.

Dal 1974, quando è stata introdotta la legge sui finanziamenti pubblici, a oggi i partiti hanno ricevuto dallo Stato quasi sei miliardi di euro. Questa legge del 1974 è stata abrogata dai cittadini con il referendum del 1993 in seguito allo scandalo Tangentopoli, ma i nostri politici sono riusciti ad ottenere soldi pubblici grazie allo stratagemma dei rimborsi elettorali prendendo in giro ancora una volta il popolo italiano. I partiti italiani sono ormai delle vere e proprie aziende e le cifre che ricevono come rimborsi sono davvero spaventose. A tal proposito Veltri e Paola hanno scritto: «Per le elezioni del 2008 il record spetta alla Lega: le spese accertate dalla Corte dei Conti sono state di 2 milioni e 940mila euro e in base ai voti ottenuti il Carroccio ha incassato 8 milioni e 277mila euro. In totale 41 milioni 385mila euro. Dunque 100 euro investiti dalla Lega nella campagna elettorale del 2008 sono diventati 1.408».

I partiti ricevono i rimborsi elettorali per tutte le competizioni elettorali più importanti: Camera,Senato, europee e regionali. Ad esempio il partito di maggioranza relativa del precedente Governo, il Popolo della libertà, ha incassato 21.920.112 euro nel 2008, 19.055.284 nel 2009, 20.496.206 nel 2010, 19.770.665 nel 2011. Cifre vergognose! E poi ci vengono a dire che i cittadini devono fare sacrifici! Chiedendo sacrifici addirittura ai meno abbienti, come ha detto di recente il presidente Giorgio Napolitano… Ma per piacere! La casta continua a difendere a spada tratta i suoi benefit, privilegi e affari sporchi, ma il popolo italiano è davvero stufo di queste continue prese in giro. E’ indignato per non dire altro. L’unica scossa la può dare solo la società civile, promuovendo referendum e iniziative popolari contro questo spreco gigantesco di denaro pubblico

fonte link

 

Con tag Politica

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post