Legge elettorale, una bomba pronta ad esplodere. Il Colle e la Corte.

Pubblicato il da bastacasta

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Una bomba innescata e pronta ad esplodere. Il referendum sulla legge elettorale è questo, per Napolitano, per Monti e anche per i partiti che attualmente compongono la maggioranza di sostegno al governo (ovvero tutti tranne la Lega Nord e Idv). Ad accendere la miccia, però, dovrà essere la Corte Costituzionale, che è chiamata ad esprimersi sui due quesiti di cambiamento del sistema elettorale l'11 gennaio. La campagna anti-Porcellum era stata un vero e proprio successo, con oltre un milione e 200mila firme raccolte in due mesi. Firme che poi la Corte di Cassazione ha verificato e validato. Ora tutto sta alla Consulta. Secondo voci di palazzo, i 15 giudici potrebbero esprimersi per l'inammissibilità dei due quesiti. Che, di fatto, rimandano a un solo obiettivo: riportare in vigore il Mattarellum. Il primo, infatti, propone l'abrogazione del Porcellum in toto. Il secondo invece va a lavorare di cesello nell'attuale legge per snaturarla e riportarla a quella precedente.

Il punto è che ammettere il referendum vorrebbe dire indebolire il governo Monti, il governo del Presidente della Repubblica. Per questo, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it da rumors nei palazzi del potere della Capitale, ambienti vicini al Quirinale avrebbero fatto notare con forza tutte le implicazioni nel caso la Corte Costituzionale desse il via libera. Tra l'altro, che Napolitano voglia un cambiamento della legge elettorale in Parlamento e non per via referendaria è del tutto scontato. Per questo, nel passato, ha spesso richiamato i partiti a un sussulto. Partiti che sarebbero letteralmente dilaniati dalla polemica sulla legge elettorale. Spaccati tra loro e al loro interno. Un problema questo che, secondo il Colle, può e deve essere risolto per via parlamentare. Ecco perché fonti di Affari riferiscono di una grande pressione all'interno della Corte Costituzionale, "chiusa" tra il Colle e l'appello di 101 costituzionalisti, tra la ragion politica e il tecnicismo di una decisione che non dovrebbe tenere conto dello scenario. E' una situazione, questa, che sta creando molto imbarazzo ai giudici, tra i quali serpeggia il dubbio principale: "Perché dobbiamo perdere l'immagine di terzietà dalla politica per sostenere il governo Monti?". La risposta la si avrà tra una settimana. Una settimana di fuoco.

di Fabio Massa link

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