I vampiri della politica

Pubblicato il da bastacasta

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Mentre gli italiani tirano la cinghia e centellinano la benzina come se fosse vino d'annata, i vampiri della politica ridono a quattro ganasce. La loro paga è salva, i privilegi pure. La commissione guidata da Enrico Giovannini, presidente dell'Istat, e composta da altri cinque illustri soloni ha gettato la spugna. Impossibile stabilire come tagliare i trattamenti economici di deputati, senatori, presidenti e consiglieri regionali, giudici, dirigenti vari sistemati in posti di prestigio dagli amichetti loro. Troppo delicato il compito, troppo forti le ingerenze dell'opinione pubblica, troppo complesse le divergenze tra i diversi paesi europei ai quali avremmo dovuto "agganciare" le prebende dei nostri politicanti. Che, va detto, sono i più ricchi del Continente. E allora? Allora stop.

La commissione mette nero su bianco la propria incompetenza, chiede rinvii, insomma si defila. E la data del 31 marzo 2012 entro la quale si sarebbero dovuti fare i tagli, slitta. Mica come la benzina, il rincaro delle autostrade, delle bollette, dell'Iva, delle tasse. No, quelle arriveranno puntuali, ma per gli Eletti, non sarà così. Troppo complicato fare un confronto tra i politici italiani e quelli dei sei principali paesi europei (Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Belgio e Austria): i soloni sudano, si riuniscono, poi sudano ancora, poi si riuniscono stremati. Troppi calcoli e troppe differenze di trattamento.

Basta, cediamo, gridano in coro i magnifici sei. Proprio come si faceva noi all'oratorio quando la squadra avversaria era troppo forte. Una vergogna, diciamocelo. Eppure il loro compito era quasi banale: confrontare le indennità dei parlamentari italiani, i loro benefit e il trattamento di fine rapporto con quelli dei loro colleghi d'oltralpe. Calcoli da pallottoliere, se la mano non tremasse alla sola idea di farsi un mare di nemici alcuni dei quali, magari, quasi parenti. Ma in questo paese capita che il coraggio e l'equità (bella parola!) lascino il passo al timore e all'opportunismo. In ogni caso lo scandalo vero, è già scritto: i deputati italiani percepiscono un'indennità lorda di 11.283,30 euro al mese, la più alta d'Europa. Le altre variano dai 2.813,90 degli spagnoli agli 8.503,90 degli austriaci. La diaria, da aggiungersi allo stipendio lordo, sempre per gli italiani, è di 3.503 euro, e solo i tedeschi la ricevono più alta (3.984 euro). Il peggio viene però con le spese per i collaboratori, spesso detti "portaborse" (3.690 euro), che in Italia finiscono nelle tasche dei parlamentari, senza alcun giustificativo, mentre negli altri paesi c'è il pagamento diretto agli interessati oppure precisi tetti di spesa. Dulcis in fundo, i benefit: l'onorevolicchio ha praticamente tutto gratis e si trasforma, una volta eletto, da cittadino normale in Superman.

La classifica europea sulle prebende dei politici vede i nostri Poltronisti al primissimo posto: 20.108 euro lordi al mese, contro i 13.930 dei francesi, i 12.652 dei tedeschi, i 9.266 dei belgi, gli 8.735 degli olandesi, gli 8.649 degli austriaci e i 4.637 degli spagnoli. E allora cosa ci voleva a fare semplicemente una media, magari quella del pollo di Trilussa, e dare intanto una sforbiciata ai privilegi? O per essere più seri, una volta fatta la media sulle indennità, tagliare di netto i rimborsi a forfait, la vergogna della paghetta per i portaborse (che spesso lamentano di guadagnare una miseria, altro che 3.960 euro al mese!) e imporre la presentazione di ricevute e fatture alla cassa del Parlamento? Sui vitalizi, poi, non c'è parola: vanno eliminati. Perchè una cosa sono i diritti acquisiti, un'altra i privilegi acquisiti. Almeno questi li vogliamo cancellare? Ci voleva tanto a rispondere alle aspettative (sacrosante) dell'opinione pubblica? A noi pare proprio di no. Ma è mancata ancora una volta la volontà. Compresa quella di bloccare anche solo la "libera circolazione ferroviaria, autostradale, marittima e aerea", possibile grazie alla tessera che viene messa in tasca all'onorevole o al senatore.

 

di Beppe Fossati link

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