Gli stipendi dei politici non si toccano. La Casta si difende.

Pubblicato il da bastacasta

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I cittadini sono furiosi soprattutto dopo la notizia che neanche la commissione Giovannini istituita allo scopo di ridimensionare le buste-paga dei parlamentari è riuscita a tagliare gli stipendi d'oro dei politici. Suona come una beffa per l'Italia intera, allora, la risposta della Camera che ha affermato che "l'ammontare netto dell'indennità erogato ai deputati risulta inferiore rispetto a quello percepito in altri Paesi Ue". 
L'indignazione tra i cittadini, che stanno intasando di commenti le pagine di Tgcom24, è grande. Quelle buste paga sono praticamente intoccabili: è questa la triste verità. E gli italiani che tutti i giorni devono fare i conti con bollette sempre più alte, prezzi sempre più insostenibili, tasse pesanti e, spesso, anche il lavoro che non c'è, non riescono a capirlo. Non si capacitano del fatto che i nostri politici, quelli che dovrebbero essere la guida della nostra società civile, che hanno in mano il potere di decidere, continuino a lasciar correre. A sfuggire il problema di una Casta che, giorno dopo giorno, si cristallizza nei suoi privilegi e nei suoi diritti acquisiti intoccabili.

Camera: "Indennità netta è la più bassa in Ue"
L'ufficio stampa della Camera precisa che "tenendo conto dei differenti regimi fiscali, l'ammontare netto dell'indennità erogato ai nostri deputati risulta inferiore rispetto a quello percepito dai componenti di altri Parlamenti presi a riferimento". La nota è stata diramata in riferimento al rapporto della commissione Giovannini sullo stipendio dei parlamentari. L'indennità netta dei deputati italiani "è pari mediamente a 5.000 euro".

Schifani interviene. Ma solo sul piano "procedurale"

A dire il vero qualcuno dei big che parla c'è. E' il presidente del Senato Renato Schivani, che però si limita a dichiarazioni puramente procedurali. Prima, in una lettera ai gruppi di Palazzo Madama, si lamenta perché il documento della commissione Giovannini è stato "provvisoriamente acquisito dal sito del dipartimento della Funzione pubblica, in assenza di una tempestiva e opportuna trasmissione ufficiale" al Senato da parte del governo. Poi invia il rapporto della commisisone ai capigruppo del Senato, auspicando che essi discutano e facciano proposte. Queste saranno poi trasmesse al Consiglio di Presidenza, "unico organo deputato a discutere in tema di status del parlamentare". 

Politici tra (amare) ironie, ovvietà e qualche sorpresa
E destano ancora più amarezza alcune dichiarazioni di membri della Casta. La reazione di Alessandra Mussolini (Pdl) è ironica: propone di affidare il completamento del lavoro della commissione a "Rizzo e Stella", i due giornalisti che da tempo indagano sui costi e gli sprechi della politica. Sandro Gozi (Pd) assicura che "la media europea vera, nel rispetto della trasparenza, della riduzione dei costi e del rispetto della funzione parlamentare, è già stata fatta da anni al Parlamento europeo e basterebbe applicare il modello europeo a Camera e Senato". 

Francesco Giro del Pdl va "controcorrente": "E' caduto clamorosamente un bluff. I parlamentari italiani sono pagati meno rispetto ai loro colleghi francesi, tedeschi, inglesi". E il finiano Bocchino aggiusta il tiro: "Il problema non è tanto il costo dello stipendio di ogni parlamentare, che va comunque ridotto, ma il numero di deputati e senatori che risultano essere troppi".

Lucio Malan (Pdl), segretario di presidenza del Senato, non resiste alla tentazione e promette: "Attueremo i risparmi sul costo del Senato (e sono certo che la Camera farà lo stesso) indipendentemente dai risultati della commissione Istat". Antonio Borghesi dell'Italia dei valori esorta a procedere "con coraggio e determinazione, non si facciano finti interventi e basta con i tentennamenti". 

E infine c'è Enrico Giovannini, presidente dell'Istat, che, dopo la pubblicazione dei primi dati sul sito del ministero della Funzione pubblica, spiega: "Se si guarda solo alle indennità, come nel caso dei parlamentari, è possibile fare una media europea, ma ci sono molti altri aspetti: le spese di rappresentanza, per esempio, le spese per beni e servizi che vengono trattate nei vari paesi in modo diverso". Voci che rendono una media "sostanzialmente impossibile da fare". Giovannini si chiede dunque "da privato cittadino, se la media sia il metodo migliore da seguire o l'importante non sia raggiungere comunque un livello di spesa ragionevole".
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